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È disponibile il DDT in cui risultino i beni ceduti oggetto di una fattura differita?
Sì. con l’adozione del nuovo formato della fattura elettronica, abbiamo utilizzato il nuovo codice TD24 per indicare il tipo documento della fattura differita e secondo la Guida alla Compilazione dell’Agenzia delle Entrate, diventa necessario un DDT o altro documento equipollente (con le caratteristiche stabilite dal d.P.R. n. 472/96) che accompagni la merce.
Per tutto il 2021 abbiamo offerto gratuitamente ai nostri clienti il servizio di produzione per le fatture differite del DDT corrispondente, che si può visualizzare (o scaricare) dal dettaglio della fattura. Abbiamo utilizzato il modello PEPPOL BIS Documento di Trasporto 3.1 omologandoci alle linee guida AgID sullo standard europeo. Ciascun esercente dovrà decidere entro l’anno se portarli in conservazione digitale.
Per quanto non imposto dalla norma, per agevolare il lavoro dei commercialisti, da febbraio 2021 abbiamo recepito la richiesta di utilizzare una numerazione progressiva ad hoc: FD.
È possibile effettuare autofattura per splafonamento?
Sì. con l’adozione del nuovo formato della fattura elettronica, nel caso in cui l’esportatore abituale acquisti con dichiarazione d’intento per un importo superiore al plafond disponibile, può sanare la situazione (Risoluzione n. 16/E del 06/02/2017). Il cessionario/committente può predisporre e trasmettere via SdI un’autofattura con tipologia documento TD21 che sarà recapitata solo al soggetto emittente.
Alternativamente, dovrebbe effettuare richiesta al cedente/prestatore di effettuare una variazione in aumento dell’Iva, ai sensi dell’articolo 26 del d.P.R. n. 633 del 1972.
Procedura da cruscotto web Manager:
1.  Nell’area di generazione della fattura, seleziona “Autofattura”.
2.  Come tipo documento seleziona “TD21 - autofattura per splafonamento”.
3.  Inserisci i dati della fattura da integrare.
4.  Compila le linee di dettaglio, in base a cui saranno calcolati gli imponibili e le relative imposte.
Se hai dei dubbi sulla norma, ti consigliamo di confrontarti col tuo commercialista. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una Guida alla Compilazione.
È possibile effettuare integrazione/autofattura per acquisto da fornitore estero di beni già presenti in Italia (ex art. 17 c.2 d.p.r. 633/72)?
Sì. con l’adozione del nuovo formato della fattura elettronica, il cessionario/committente può effettuare l’integrazione della fattura (nel caso di acquisti intracomunitari) o emettere autofattura (nel caso di acquisti extra-comunitari), che sarà recapitata al solo soggetto emittente, usando il tipo documento TD19 ed inviandolo tramite SdI.
In questo modo non sarà costretto a comunicare i dati dell’operazione ricevuta dal fornitore estero, integrati con quelli dell’imposta, tramite l’esterometro.
Procedura da cruscotto web Manager:
1.  Nell’area di generazione della fattura, seleziona “Autofattura”.
2.  Come tipo documento seleziona “TD19 - Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17 c.2 DPR 633/72”.
3.  Inserisci i dati della fattura da integrare:
 Se la fattura l’hai ricevuta tramite Benfapp, puoi richiamarla col suo numero ed i campi saranno precompilati con il contenuto della fattura.
 In caso contrario, dovrai inserire i dati manualmente.
4.  Compila le linee di dettaglio, in base a cui saranno calcolati gli imponibili e le relative imposte.
Se hai dei dubbi sulla norma, ti consigliamo di confrontarti col tuo commercialista. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una Guida alla Compilazione.
È possibile effettuare integrazione per acquisto di beni intracomunitari, evitando la comunicazione con esterometro?
Sì. con l’adozione del nuovo formato della fattura elettronica, il cessionario/committente può effettuare l’integrazione della fattura usando il tipo documento TD18, inviandolo tramite SDI, che sarà recapitata al solo soggetto emittente (dato che è quest'ultimo ad essere tenuto ad integrare la fattura con l'Iva).
In questo modo non sarà costretto a comunicare i dati dell’operazione ricevuta dal fornitore estero, integrati con quelli dell’imposta, tramite l’esterometro.
Procedura da cruscotto web Manager:
1.  Nell’area di generazione della fattura, seleziona “Autofattura”.
2.  Come tipo documento seleziona “TD18 - Integrazione per acquisto di beni intracomunitari”.
3.  Inserisci i dati della fattura da integrare:
 Se la fattura l’hai ricevuta tramite Benfapp, puoi richiamarla col suo numero ed i campi saranno precompilati con il contenuto della fattura.
 In caso contrario, dovrai inserire i dati manualmente.
4.  Compila le linee di dettaglio, in base a cui saranno calcolati gli imponibili e le relative imposte.
Se hai dei dubbi sulla norma, ti consigliamo di confrontarti col tuo commercialista. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una Guida alla Compilazione.
È possibile effettuare integrazione o autofattura per acquisto servizi dall'estero, evitando la comunicazione con esterometro?
Sì. con l’adozione del nuovo formato della fattura elettronica, il cessionario/committente può effettuare l’integrazione della fattura (nel caso di servizi intracomunitari) o emettere autofattura (nel caso di servizi extra-comunitari) usando il tipo documento TD17, inviandolo tramite SDI, che sarà recapitata al solo soggetto emittente (dato che è quest'ultimo ad essere tenuto ad integrare la fattura con l'Iva).
In questo modo non sarà costretto a comunicare i dati dell’operazione ricevuta dal fornitore estero, integrati con quelli dell’imposta, tramite l’esterometro.
Procedura da cruscotto web Manager:
1.  Nell’area di generazione della fattura, seleziona “Autofattura”.
2.  Come tipo documento seleziona “TD17 - Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall'estero”.
3.  Inserisci i dati della fattura da integrare:
 Se la fattura l’hai ricevuta tramite Benfapp, puoi richiamarla col suo numero ed i campi saranno precompilati con il contenuto della fattura.
 In caso contrario, dovrai inserire i dati manualmente.
4.  Compila le linee di dettaglio, in base a cui saranno calcolati gli imponibili e le relative imposte.
Se hai dei dubbi sulla norma, ti consigliamo di confrontarti col tuo commercialista. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una Guida alla Compilazione.
È possibile effettuare l’integrazione di una fattura passiva ai fini di reverse charge interno?
Sì. con l’adozione del nuovo formato della fattura elettronica, il cessionario/committente può effettuare attraverso SdI l’integrazione della fattura (che con la fattura cartacea avveniva scrivendo sulla stessa) usando il tipo documento TD16, che sarà recapitato solo a se stesso (dato che è quest'ultimo a essere tenuto a integrare l'Iva in fattura).
Procedura da cruscotto web Manager:
1.  Nell’area di generazione della fattura, seleziona “Autofattura”.
2.  Come tipo documento seleziona “TD16 - Integrazione fattura reverse charge interno”.
3.  Inserisci i dati della fattura da integrare:
 Se la fattura l’hai ricevuta tramite Benfapp, puoi richiamarla col suo numero ed i campi saranno precompilati con il contenuto della fattura.
 In caso contrario, dovrai inserire i dati manualmente.
4.  Compila le linee di dettaglio, in base a cui saranno calcolati gli imponibili e le relative imposte.
Se hai dei dubbi sulla norma, ti consigliamo di confrontarti col tuo commercialista. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una Guida alla Compilazione.
Una fattura emessa è contrassegnata da una puntina verde e l’indicazione “Fattura non consegnata”. Devo considerarla valida?
Sì. La fattura è stata correttamente recapitata da SdI, ma non è stata possibile la trasmissione all’indirizzo telematico registrato dal cessionario/committente o indicato in fattura.
Se sei in attesa del pagamento, ti consigliamo di contattare il tuo cliente per fargli ritrovare la fattura nel suo cassetto fiscale.
Come faccio ad emettere una fattura ad un cliente estero?
Per evitare errori, abbiamo deciso di registrare noi il cliente estero per conto tuo: il codice destinatario sarà XXXXXXX; se più lungo di cinque caratteri, il CAP andrà compilato con 00000 e il vero CAP si indicherà nel campo indirizzo; nel codice paese andrà inserito quello corrispondente, nel campo P.IVA andrà indicata la VAT, il codice fiscale del cliente o, in alternativa a questo, il codice 99999999999; il CF andrà compilato regolarmente. Se vuoi inserire questi dati, usa l’APP WEB e poi segnalaci il cliente. Ti avviseremo quando l’anagrafica sarà pronta per emettere la prima fattura.
Come faccio a registrare il codice destinatario sul portale Fatture e Corrispettivi?
Ecco le indicazioni passo passo per settare il codice destinatario nel tuo cassetto fiscale:
STEP 1
Per prima cosa è necessario accedere al proprio spazio sul portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate:
Fatture e Corrispettivi
Dati Utili per il Login:
1) Codice fiscale / Codice Entratel

2) Password e Codice PIN

3) Accedi

4) Puoi entrare anche con SPID e CNS

STEP 2
Fatto l’accesso nell’area riservata troverai una serie di servizi e dovrai cliccare su:
“Registrazione dell’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche”.
STEP 3
A questo punto basterà inserire il nuovo codice destinatario e confermare.
Se fosse necessario modificare l’indirizzo telematico, ad esempio nel caso di cambiamento, basta cliccare sull’attuale codice e modificarlo quindi cliccare su ”Aggiorna”.
Mi ha chiamato un cliente la cui fattura è stata rifiutata. Cosa devo fare?
Solitamente la fattura viene rifiutata per un errore nei dati fiscali inseriti dal cliente. In caso contrario contattaci.
Informa il cliente che deve correggere i propri dati tramite l’APP Benfapp clienti, disponibile per iOS e Android. Dopo che ha corretto i dati, entra nel dettaglio della fattura errata e clicca su “RIGENERA LA FATTURA”.
Mi ha chiamato un cliente che non ha ricevuto la fattura per un rifornimento effettuato da più di 24 ore. Cosa devo fare?
È possibile che il rifornimento sia sospeso. Prova questa procedura:
1.  Accedi alla tua area riservata come manager.
2.  Clicca sul tasto “RIFORNIMENTI IN SOSPESO”.
3.  Nei filtri imposta il valore della P.IVA o CF del cliente.
4.  Per ciascuno dei rifornimenti che trovi clicca su “ASSOCIA”.
5.  Inserisci uno dei dati del cliente: CF, P.IVA o codice Benfapp.
6.  Clicca su “SALVA”.
Per una fattura emessa verso una Pubblica Amministrazione viene segnalato lo stato verde, con l’indicazione “decorrenza termini”. Cosa significa?
La fattura è stata correttamente recapitata al destinatario. Le PP.AA. hanno 15 giorni di tempo per accettare o rifiutare esplicitamente una fattura. Trascorso tale periodo, il SdI genera una notifica di decorrenza termini, indicando che non effettuerà ulteriori attività su questo stato, considerato di fatto finale.
L’amministrazione può comunque contestare la fattura tramite un contatto diretto con il fornitore (p.es. tramite PEC). Questo è vero anche per le fatture esplicitamente accettate. In questo caso è necessario procedere con una nota di credito.
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